Guida
Luce e gas: meglio prezzo fisso o variabile?
Come funzionano le offerte a prezzo fisso e indicizzate (PUN e PSV), quando convengono e cosa guardare prima di scegliere.
Aggiornata il 27 set 2026
Come funzionano
- Prezzo fisso: il prezzo dell’energia resta bloccato per 12–24 mesi. Paghi la tranquillità: di solito all’inizio costa un po’ di più di un variabile.
- Prezzo variabile (indicizzato): segue ogni mese un indice di mercato più uno spread fisso del venditore. Per la luce l’indice è il PUN, per il gas il PSV.
Quando conviene l’uno o l’altro
Il variabile conviene quando i prezzi all’ingrosso sono stabili o in calo: paghi quanto vale l’energia, più un margine. Negli ultimi 12 mesi il PUN ha avuto una media di circa 0,12 €/kWh. Il fisso conviene se temi aumenti o se vuoi sapere in anticipo quanto spenderai, per esempio con un budget familiare rigido.
Non esiste una scelta sempre giusta: confronta il costo annuo stimato sui tuoi consumi, non solo il prezzo al kWh.
Cosa controllare in ogni caso
Il nostro confronto offerte mostra fissi e variabili ordinati per costo annuo sui tuoi consumi, con i dati ufficiali ARERA.
- La quota fissa annua: pesa molto se consumi poco.
- Lo spread del variabile: è la parte che guadagna il venditore, confrontala tra offerte.
- Per il fisso: quanto dura il prezzo e cosa succede alla scadenza.
- Eventuali oneri di recesso anticipato e sconti legati a bolletta web o addebito diretto.
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